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lunedì 21 maggio 2012

Mediocrità accademiche

Mi ero scordato di voler postare riguardo a questa cosa, e ora che mi è ricapitato l'articolo sottomano mi accingo a farlo.

A luglio 2011, mentre io ero nelle terre dove il tacos è croccante e la mozzarella è un derivato del cheddar, sui giornali italiani era uscita la notizia di un paper che "dimostrava" come la politica tendesse a selezionare gli individui dalle capacità medie, a discapito di quelle basse o eccellenti. Questa conclusione era riportata malignamente come "mediocracy", termine che solleticava i travagli e i santori per l'assonanza con mediocrità, quando in verità si stava appunto dicendo che si selezionavano capacità MEDIE, mentre a casa mia i mediocri sono quelli con capacità SCARSE O NULLE (il significato originario del termine è ormai andato, non rompetemi).

pic is unrelated

sabato 25 giugno 2011

Appunti di viaggio #9: la teoria del cetriolo globale che a volte (spesso) vola basso

Ho dovuto rallentare un po' il ritmo di (com)postaggio perché stiamo lavorando abbastanza duramente e non c'è molto tempo per fare altro, soprattutto grazie al fatto che la mattina dobbiamo trovarci col professore e perdere tempo, il pomeriggio del lunedì e del mercoledì abbiamo delle conferenze ("Smogarsboard talks", non so che cazzo significhi) e il venerdì pomeriggio i gruppi di lavoro si ritrovano per esporre le cose su cui stanno lavorando. Non so chi abbia pensato una cosa del genere ma se sono qui per lavorare VORREI LAVORARE. C'è da dire comuqnue che siamo sempre praticamente i primi ad arrivare e che in generale finora non siamo mai arrivati in ritardo, alla faccia dei luoghi comuni sugli italiani, TOH. Btw, essendo venerdì sono da poco tornato dalla conferenza, oggi abbiamo esposto noi e alla fine un tipo mi fa "Cool talk, man", volevo rispondergli "YO DAWG, i heard u like talks, so we put ONE MORE TALK in next week, so u can't work anymore" (si, conferenza anche martedì la settimana prossima, così riposerò i pollici, ché sono stanco di girarmeli).
Nella sequenza delle esposizioni eravamo gli ultimi, e questo - non so se sapete qualcosa di presentazioni - è male, perché la gente ne ha pieni i coglioni di quelle precedenti e sta solo pensando a cosa fare una volta finito per festeggiare. Per fortuna avevamo delle immagini colorate, che è il trucco standard per mantenere l'attenzione mentre blateri. Sostanzialmente stiamo studiando una "derivata" della misura standard sul triangolo di Sierpinski fatta lungo degli insiemi di livello delle funzioni armoniche, che sono praticamente l'equivalente delle funzioni lineari (non rompete le palle per la terminologia, non ha senso mortificare quello che faccio), e non riusciamo a capire se questa maledetta bastarda esplode in qualche punto o meno. Però le immagini vengono belline, ecco un istogramma dell'approssimazione della misura:

i gave those bitches colors, bitches love colors

domenica 25 ottobre 2009

Sulla condivisione (vedi alla voce "Armi di distruzione di massa")


Ho maturato dei pensieri al riguardo della condivisione intesa come scambio di informazioni unilaterale, e il constatare come questa spesso faccia dei danni mi ha spinto a elaborare una strategia personale per limitarli. Il discorso poi si estende a tutto ciò che sia oggetto di affollamento.

Disclaimer: questo post fa abbondante uso di worst case scenarios



lunedì 26 gennaio 2009

La pietra filosofale

Può un uomo vivere più di 1000 anni? secondo me si.
La prova è data dal seguente argomento:
Diciamo che si può vivere più di qualsiasi età R fissata,
a patto che valgano i seguenti punti (non sto dicendo che valgano davvero):
i) l'umanità non ha una fine, ovvero continuano a nascere (e morire?) nuove persone per sempre; inoltre possiamo numerare queste persone in un ordine qualsiasi (tanto saranno sempre una quantità numerabile): per quello che dobbiamo fare non importa quale sia questo ordinamento;
ii) sia tn la durata della vita della persona al posto "n" nel nostro ordinamento; ogni tn appartiene alla retta reale estesa e i tn non sono multipli interi di qualche unità temporale fondamentale;

Supponiamo per assurdo che lim sup {tn} =: T < R per qualche R > 0.
Questo è equivalente a dire che, ∀ε > 0, ∃ N(ε)∊ N t.c. tn ≤ T+ε, ∀n ≥ N(ε) e inoltre per infiniti indici n si ha T-ε ≤ tn.
Allora abbiamo che, fissato ε piccolo a piacere, c'è solo un numero finito di persone che vivono più di T+ε; pertanto, esiste un istante τ=τ(ε) a partire dal quale nessun nuovo nato vivrà più di un tempo T+ε; inoltre ci sono infinite persone, nate dopo τ, che vivranno esattamente un tempo compreso tra T-ε e T+ε. Consideriamo l'universo U che si ha ignorando quello che viene prima dell'istante τ: c'è un limite superiore all'età delle persone e infinite persone ci si avvicinano. Dunque in questo universo U dobbiamo concludere che c'è differenza, per la natura, tra morire ad un tempo T* e morire al tempo T*+2ε, perchè quest'ultimo è "vietato": in altre parole, poichè questo ragionamento si può fare per ogni ε, ci sarà sempre un istante dal quale la natura/universo diventa capace di distinguere istanti di tempo di almeno , cioè minori di qualsiasi quantità positiva scelta. Per fare un esempio, ci sarebbe differenza tra morire a 1000 anni e morire a 1000 anni e un milionesimo di secondo. Questa idea è intuitivamente (e qui sta la parte non matematica / debole del ragionamento) assurda - quali ragioni chimico/fisico/biologiche imporrebbero una morte con precisione a piacere? - ma volendo cercare motivi euristici, forse una tale idea violerebbe il principio di indeterminazione (ma devo pensarci su).
Siamo pertanto giunti ad un assurdo, e perciò è possibile vivere oltre ogni età fissata. [Si badi bene che questo non è equivalente ad avere persone immortali, perchè la condizione sarebbe soddisfatta anche se per ogni numero intero di anni ci fosse una persona che vive esattamente quel numero di anni (e nessuno di loro sarebbe quindi immortale)].
Certo, la probabilità che accada è così schifosamente piccola che non si può immaginare. Lo sapevate che, nonostante la massima età raggiunta sia di 122 anni (una vecchina francese che commentò la cosa con "Credo che dio si sia dimenticato di me"), nelle tavole attuariali delle compagnie assicurative non c'è limite all'età che potreste raggiungere? Per loro potete vivere finchè vi pare - basta che continuiate a sganciare, altrimenti...