lunedì 16 novembre 2009

Fare gli auguri su facebook può causare gonorrea e peritonite



by la bravissima Fada <3

sabato 31 ottobre 2009

OMFG!!! NAZIS R BACK!!!1!!!111!!

OMMIODDIO. OMMIODDIO. OMMIODDIO.
Sono emozionato come una cicciona che guarda il trailer di New Moon:


IL FILM DEFINITIVO. Dopo possiamo anche chiudere le sale, grazie di tutto, teniamoci in contatto, è stato bello, mi sono divertito, ottimo finale, vi voglio bene.
Giuro che sono commosso. Fantastoria della miglior specie :'-[ Can't wait.

Ecco, io compio gli anni il 16 novembre. Se qualcuno vuole farmi un regalo, QUESTA degli war bonds è un'ottima idea. Yep.


<3 <3 <3 <3 <3 <3 Link


Update: 


Qualcosa mi dice che questo è un mese fortunato.

domenica 25 ottobre 2009

Sulla condivisione (vedi alla voce "Armi di distruzione di massa")


Ho maturato dei pensieri al riguardo della condivisione intesa come scambio di informazioni unilaterale, e il constatare come questa spesso faccia dei danni mi ha spinto a elaborare una strategia personale per limitarli. Il discorso poi si estende a tutto ciò che sia oggetto di affollamento.

Disclaimer: questo post fa abbondante uso di worst case scenarios



sabato 24 ottobre 2009

Facebukkake: un nuovo modo di socializzare


A quanto pare, tutto il baraccone di Facebook serve solo a raggranellare abbastanza informazioni da costruirci su un motore di ricerca e un AdService user-oriented[1] capace di sfidare Google. Almeno, questo è quello che si evince dall'articolo che gli ha dedicato il fu Wired 7.


sabato 10 ottobre 2009

I just can't stand myself (never mind if i can't stand YOU)

James Chance, ieri sera all'Unwound


È sempre bello avere una leggenda della musica a 2 metri da te.

p.s. lo so che la qualità della foto e la foto stessa fanno cagare, ma questo è quello che passa il convento.

venerdì 9 ottobre 2009

Allah è grande, Gesù è ovunque e quel fagiolo somiglia al Leader

a quanto pare questo è il post con più visite, che noia

Avete presente quegli squilibrati (è la mia parola preferita ultimamente) che vedono uomini con la barba vagamente incazzati dappertutto, tipo su un muro scrostato, su un toast bruciacchiato, su un kitkat spezzato? (questo in particolare era ironico) Che poi li identificano con Jesus? (a proposito, se qualcuno tira fuori l'argomento eccovi il modo per chiudere rapidamente la faccenda - o essere bannati: Jesus is everywhere)
Bene, verrebbe da pensare che si tratti di una peculiarità cristiana - e invece NO. Ho scoperto che anche i musulmani si danno il loro bel da fare. E qui viene da chiedersi: "ma come? i musulmani credono seriamente nel divieto di rappresentare il divino, come possono immaginare Maometto o Allah nella figura di un uomo barbuto impressa su una fetta di pane bruciato?". E infatti c'è il trucco:

martedì 8 settembre 2009

"Sono io che me ne vado" - feedback


Ieri notte ho finito Sono io che me ne vado, di Violetta Bellocchio.
Poi, con le voci dei protagonisti in distorsione, phaser, delay, reverb che facevano shoegaze nella mia testa, ho spento la luce e ho nascosto il libro sotto i quattro cuscini che uso per sprofondare quando devo dormire. Mi ci sono addormentato sopra sperando di sprofondare insieme e assorbire tutto quel frastuono.

Ho deciso di ascoltare gli Stone Roses.

venerdì 14 agosto 2009

Ich Bin Ein Berliner




ICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINERICHBINEINBERLINER


È notte fuori, così notte che l'interno delle stanze di fronte alla mia si vede benissimo, macchie di luce su un fondo nero senza profondità alcuna. Qui dentro sono al sicuro, almeno fino all'alba, l'appartamento è protetto, se si sa non badare ai rumori e non farsi ipnotizzare da essi. Ho sentito di gente che è stata attirata fuori da un battito che sembrava provenire dalle pareti, dal pavimento; attirati inesorabilmente verso la porta, indotti a girare la chiave nella toppa, uscire e poi sparire nella debole luce artificiale della tromba delle scale, sotto gli occhi atterriti dei coinquilini. Mai più tornati, dicono.
Ma qui no, qui sono al sicuro, ho la musica negli auricolari, la musica giusta, sono protetto dai suoni, sono immune. Spero.
Ora che non devo scappare per un po' posso finalmente rilassarmi.


mercoledì 8 luglio 2009

Quello che mancava a Harry Potter

Mi ero perso questa scena del libro, mi sa che è ora di rileggerli. Lol

[...]
piove su le nostre mani

ignude,
su i nostri vestimenti
leggeri,
su i freschi pensieri
che l'anima schiude
novella,
su la favola bella
che ieri
t'illuse, che oggi m'illude,
o Ermione.

martedì 23 giugno 2009

Minzolini in realtà ha i capelli, solo che li nasconde.

Minzolini fa così schifo che la mia tv al posto del TG1 trasmetteva Il Bagaglino.

Una volta sono caduto in un tombino scoperchiato e mi sono ritrovato nello studio di Minzolini.

Minzolini è così sfigato che invece di essere uno che procura le prostitute a Berlusconi, è quello che gli procura il viagra.

Minzolini è così servile che quando Berlusconi ha avuto un periodo di stitichezza, ha rischiato di morire di fame.

mercoledì 17 giugno 2009

Il Galateo della Mensa Universitaria

Non avrei mai pensato di dover scrivere un galateo, proprio io che uso le forchette per togliermi la lanugine dall'ombelico (tranquilli, lo faccio solo con quelle per il pesce) (come se sapessi distinguerle). Eppure la contingenza mi spinge a farlo, forse perchè non l'hanno fatto a suo tempo genitori troppo impegnati nel Moige - a censurare mutandine nipponiche - per occuparsi dei loro bambini; o forse perchè c'è un po' di Laura Ravetto in ognuno di noi.
La mensa universitaria è una istituzione per chiunque abbia scelto di proseguire negli studi, buona o cattiva che sia. Migliaia di studenti l'attraversano ogni giorno, un fiume umano le cui proporzioni possono rivaleggiare con parecchi comuni dell'hinterland veneto. Una tale mole di soggetti interagenti necessita per forza di cose di una serie di regole per mantenere la convivenza civile, delle Tavole della Legge i cui asserti siano vergati nella spadellata e nella carne di terza scelta (rispedita indietro dal terzo mondo). Kant li chiamerebbe "Imperativi Categorici", Berlusconi "la volontà popolare" che questi cumunisti vogliono rivoltare. E siccome io non sono uno sprovveduto come quello svampito cocainomane di Monsignor Giovanni della Casa, accludo ad ogni asserto la giusta punizione, sul modello dantesco del contrappasso. E poi il mio galateo ha le parolacce, vuoi mettere? sticazzi.
Ecco dunque




il Galateo della Mensa Universitaria.


 

giovedì 11 giugno 2009

Tu vuò fa' l'americano

"Mr. President, you exhibit all the signs of a petty and cruel dictator, and so I ask you, why have women, members of the Bahá'í Faith, homosexuals and so many of our academic colleagues become targets of persecution in your country?
Why do you support well-documented terrorist organizations that continue to strike at peace and democracy in the Middle East, destroying lives and the civil society of the region? Frankly, and in all candor Mr. President, I doubt that you will have the intellectual courage to answer these questions, but your avoiding them will in itself be meaningful to us. I do expect you to exhibit the fanatical mind-set that characterizes what you say and do."

- Lee Bollinger, rettore della Columbia University ad Ahmadinejad


"Accogliamo con sentimenti di amicizia il leader di una grande nazione. Oggi abbiamo l'occasione per contribuire ad abbattere muri e costruire ponti. La Sapienza, sotto il mio rettorato, non ha l'inquisizione, permette a chiunque a parlare all'interno dell'ateneo. L'università è la palestra della ricerca, altri fanno politica, qui hanno diritto di parola tutti, soprattutto coloro che hanno competenze specifiche e le personalità.Lui verrà qui e dirà quello che vuole, poi verrà il turno degli studenti. Le domande sono assolutamente libere, non sono state sottoposte ad alcun controllo. Si potrà chiedere del petrolio, di quando finirà, degli sbarchi degli immigrati, anzi più saranno pungenti più sarò soddisfatto"

- Luigi Frati, rettore de La Sapienza di Roma a Gheddafi

poco dopo:
"Le domande degli studenti. Al momento delle domande degli studenti non mancano le provocazioni: "Abbiamo il massimo rispetto per il popolo libico e per gli africani - chiede un ragazzo - ma lei cosa intende per democrazia?". Chiedono: "Quando ci saranno libere elezioni in Libia?". E una studentessa, che si definisce "rappresentante dell'Onda", viene bloccata a metà del suo intervento, con gli addetti alla sicurezza che le tolgono di mano il microfono. " (fonte: Repubblica.it)